Conoscere e valorizzare le Castagne del Trentino


La cooperativa Castanicoltori del Trentino si impegna a far conoscere, valorizzare e apprezzare il Marone, un prodotto tipico, un frutto con caratteristiche e sapore unico non ancora conosciuto da tanti consumatori.

La cooperativa nasce nel 1997 subentrando al Consorzio Tutela del  Castagno del Trentino ed ha lo scopo di valorizzare la castanicoltura trentina che, dopo un periodo di quasi totale abbandono nella prima seconda metà del secolo scorso, ha trovato nuovo interesse tra i tanti appassionati di questa coltura che, nel tempo, ha dato tanto in termini di ambiente, paesaggio ma anche di risorsa economica e di alimentazione, in particolare per generazioni di contadini poveri delle aree montane di tutta Italia e del Trentino.

Proprio per questo il castagno veniva anche chiamato con l’appellativo di “albero del pane”.

Nella Statistica del Trentino compilata nel 1852 da Agostino Perini, il castagno è definito come “l’albero da frutto coltivato con più profitto e nella maggior estensione sul Trentino” e ancora “col doppio vantaggio di somministrare della frutta molto gradita e un legno durevole prescelto come sostegno alle viti e specialmente nei pergolati.

La statistica individuava inoltre le zone più vocate alla castanicolturasul Perginese e in tutta la Valsugana superiore, sulle pendici del Monte Baldo verso Brentonico, sul territorio di Sardagna nel Bacino di Trento, a Drena e in generale sull’Arcese, nelle Giudicarie, dal Caffaro fino alla Rendena”.

L’idea della Cooperativa è nata a Drena, anche a coronamento delle tante iniziative messe in campo per la promozione del Marone, che ha avuto inizio esattamente 50 anni fa con la prima Mostra Mercato dei Maroni di Drena. E’ stato di Drena infatti il primo Presidente della Cooperativa e anche l’attuale Presidente che è stato fra gli ideatori e fautori della prima Mostra Mercato.

La cooperativa, composta da una settantina di soci, che rappresentano le varie zone di produzione dei maroni in Trentino, ha come scopo quello mettere in campo tutte le iniziative utili a sostegno dei castanicoltori nel campo della formazione, informazione, assistenza agronomica, di rifornimento piante ma soprattutto di valorizzazione del prodotto.

Si occupa della raccolta del prodotto da parte dei soci che deve essere conferito secondo precise regole, per la successiva collocazione sul mercato. Ha anche un proprio marchio registrato per contraddistinguere una propria linea di trasformati: due tipi di creme, una birra, dei canditi e vari tipi di grappe.

Il marone viene coltivato senza alcun tipo di trattamento fitosanitario, raccolto a mano, conferito alla cooperativa che dopo gli opportuni controlli e la vagliatura per stabilirne le varie pezzature, lo conserva in cella frigo per il tempo strettamente necessario per la successiva collocazione sul mercato.

Diverse sono le zone di produzione di maroni in Trentino ma tutte producono marroni di ottima qualità.

I maroni fruttificano su piante secolari innestate ed anche le nuove piante, le marze (porzione di ramo) innestate su polloni di ceppaia (parte di una pianta sotto forma di ramo che si sviluppa direttamente sul tronco o ai piedi dell’albero), vengono prelevate scrupolosamente sempre dalle nostre piante migliori.

Per mantenere la pianta in buone condizioni bisogna mantenere pulito il sottochioma, ogni 3/4 anni è opportuna una potatura per asportare i rami secchi o malati.

L’operazione più impegnativa è la raccolta. Una volta si saliva sulla pianta e con pertiche di legno o meglio di bambù, recuperabili soprattutto nel Basso Sarca perché più leggere e manovrabili, si facevano cadere i ricci a terra, si raccoglievano con molle in legno e con la gerla (cesta in legno) venivano portati a casa e conservati in ricciaia fino alla fine di ottobre.

Subivano una leggera fermentazione che agevolava l’estrazione dai ricci che veniva eseguita con gli scarponi ai piedi e venivano poi venduti a partire dalla festa di tutti i Santi (1° novembre).

Oggi nessuno ormai sale sulle piante e quindi si aspettano i maroni a terra, si raccolgono e si conservano con varie modalità ma sempre non troppo a lungo in quanto il marone è un frutto di non facile conservabilità, e il nostro prodotto, rispetto a quelli che normalmente si trovano in commercio, non subisce nessun trattamento, per prolungarne la conservazione, ma è assolutamente genuino e naturale.

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