Gruppo DAO e ACLI trentine, insieme per “cambiare rotta”


Donati 4.600 euro per un progetto a favore dei migranti sulla rotta balcanica

Gruppo DAO e ACLI trentine si ritrovano anche questo Natale ad unire le forze per dare vita a un’iniziativa dalla doppia finalità: un sostegno ai piccoli negozi di alimentari, ma anche solidarietà sociale. Il pretesto è nuovamente, come per lo scorso anno, quello dell’iniziativa di welfare aziendale promossa da ACLI nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori, a cui sono stati donati dei buoni spesa da 25 euro da spendere nei punti vendita Conad del Trentino.

Da questi buoni abbiamo voluto trarre qualcosa di ancora più buono, stanziando per ciascuno di essi 10 euro (5 in capo a DAO e 5 in capo ad ACLI) da devolvere all’Opera Missionaria Diocesana per il sostegno al progetto “Cambiamo rotta” in favore dei migranti sulla rotta balcanica.

Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Diocesi di Trento, con il sostegno di IPSIA delle ACLI e con l’adesione del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) Trentino Alto Adige, del Forum Trentino per la Pace e i Diritti umani, del Movimento dei Focolari e dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa. Mira a fornire assistenza diretta alle migliaia di migranti che ogni anno fuggono da paesi in guerra o sono sottoposti a regimi dittatoriali quali l’Afghanistan, la Siria, l’Iran e il Pakistan e attraversano i Balcani per cercare un futuro in Europa.

La somma ricavata dalla sinergia tra DAO e ACLI, 4.600 euro in totale, verrà impiegata in particolare nella gestione della lavanderia nel campo provvisorio di Lipa in Bosnia. Si stima infatti che circa il 50% di questi migranti soffra di scabbia: indumenti e lenzuola pulite rappresentano un prerequisito fondamentale per il mantenimento dell’igiene e della salute nel campo.

Con piacere abbiamo voluto affiancare le ACLI e IPSIA in questo gesto di solidarietà verso chi scappa da guerre e conflitti, ad un passo da Casa nostra – spiega il Direttore Operativo di DAO Nicola Webber – In un periodo storico in cui l’emergenza sanitaria legata al Covid ha preso il sopravvento, non vogliamo né possiamo dimenticarci delle molte altre emergenze umanitarie che purtroppo tutt’oggi sussistono, anche se con meno eco da parte dei media. Un piccolo contributo per non dimenticarci che facciamo tutti sempre parte di una Comunità molto più grande”.

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